Altro
    [acf field="{Credit}"]

    La macellazione equina è realmente in calo?

    Un nuovo studio di Italian Horse Protection contesta le statistiche ufficiali sui cavalli macellati e getta ombre sulla sorte degli equidi adoperati per sport equestri e corse ippiche.

    La Grecia vieta la macellazione dei cavalli, mentre in Italia…

    La Grecia equipara i cavalli a cani e gatti. Si tratta di un esempio unico in Europa, mentre in Italia proposte di legge analoghrestano nei cassetti.

    Diritti umani e diritti degli animali: una nuova prospettiva per lo ius animalium

    Quando, circa venti anni fa, proposi alla professoressa Maria Gabriella Esposito, docente di Filosofia del Diritto all’Università degli Studi di Teramo, una...

    Il medico veterinario pubblico nell’accertamento e prevenzione dei reati contro gli animali

    Presentare il lavoro del medico veterinario pubblico è cosa complessa, perché le sue mansioni vengono declinate in modo differente nelle diverse Regioni...

    Tutela penale degli animali: la prospettiva del P.M. e del Giudice

    Alcune riflessioni sorte dall’esperienza pratica e suggerite da operatori del settore che spesso richiedevano la soluzione di problemi giuridici.

     IHP Italian Horse Protection è un’associazione che combatte per tutelare e proteggere i cavalli e gli altri equidi e inoltre gestisce il primo centro di recupero in Italia per equidi maltrattati, con sede a Montaione (FI), riconosciuto con Decreto del Ministero della Salute.

    Una mission correlata a quella principale è il contrasto dell’abuso e lo stop della macellazione degli equini. Già qualche anno fa IHP, con il suo presidente Sonny Richichi, ha pubblicato uno studio sulle etichette presenti sulle confezioni della carne equina, in cui si evidenziava come, in realtà, non era indicata la provenienza dei cavalli che finiscono al mattatoio e quindi della carne che finisce sulle tavole.

    In un nuovo studio pubblicato un mese fa, Italian Horse Protection evidenzia la notevole discordanza tra la quantità di equidi macellati secondo l’Istat, con riferimento all’anno 2017, e quella secondo la banca dati nazionale dell’Anagrafe Equina: 28.181 contro i 46.053.

    Secondo il presidente di IHP «l’Anagrafe equina è gestita in modo molto confuso a causa, anche, di una normativa che andrebbe modificata. La specie equide è l’unica specie a non avere un’anagrafe gestita dal Ministero della Salute ma bensì dal Ministero delle politiche agricoli e forestali (MIPAAF), che, a sua volta, rimanda alle varie associazioni degli allevatori provinciali e/o regionali». Secondo Sonny Richichi tutta questa confusione ha creato, nel corso degli anni, un’anagrafe molto frastagliata, non favorendo le registrazioni e non facendone pervenire molte.

    Questa nuova ricerca di IHP apre uno scenario abbastanza inquietante: oltre a non esserci la tracciabilità delle carni macellate, non vi è nemmeno la tracciabilità e sicurezza riguardo i cavalli pervenuti al macello. Qualche anno fa, la Federazione degli Ordini dei Veterinari Italiani aveva diffuso i dati di una ricerca secondo cui, tra tutti i cavalli che arrivano a essere macellati, solo una piccola percentuale proviene da appositi allevamenti. E gli altri cavalli? Se ad esempio, nel 2015, in tutto i cavalli macellati sono stati 49.350, di cui 22.640 importati dall’estero e solo circa 5-6.000 erano stati allevati a scopo di macellazione, gli altri restanti capi da dove provengono?

    L’ipotesi più plausibile è che la macellazione venga utilizzata come valvola di sfogo dagli sport equestri e dal mondo delle corse ippiche.

    «Solitamente — afferma Sonny Richichi — il cavallo infortunato o non più “utile” viene venduto o, come si dice in gergo, “dato via”, magari senza la consapevolezza o certezza che il povero cavallo varchi le porte del mattatoio».

    Un po’, come ci racconta Sonny, come la triste storia dei cavalli da corsa, che finiscono a trainare carrozze con turisti per le grandi città d’arte d’Italia.

    Alice Caldarini
    Dottoressa in Giurisprudenza con una tesi in diritto penitenziario, da sempre è interessata ai diritti degli animali, in particolare a quelli inerenti il mondo degli equidi. Collabora con associazioni attive nell'ambito del benessere dei cavalli e nel loro recupero in caso di maltrattamenti.
    Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

    Cosmetici e sperimentazione animale

    In Europa è vietata la vendita di ingredienti e prodotti finiti destinati alla cosmesi sperimentati sugli animali. Sono davvero cruelty free?

    Attività venatoria: la normativa nazionale

    Analisi della Legge quadro n. 157 del 1992:"Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio"

    La Grecia vieta la macellazione dei cavalli, mentre in Italia…

    La Grecia equipara i cavalli a cani e gatti. Si tratta di un esempio unico in Europa, mentre in Italia proposte di legge analoghrestano nei cassetti.

    La libertà del gatto finisce dove inizia la libertà dei condomini

    A certe condizioni, possiamo lasciare che il nostro gatto circoli liberamente nel condominio, assecondando il suo spirito di libertà.

    Lockdown: come l’hanno vissuto gli animali?

    Il respiro di sollievo delle altre specie e della Terra

    Il caso fortuito nella vita di un cane

    Vi è mai capitato di pensare che non sareste mai e poi mai riusciti ad evitare che quell'evento capitasse? Se la risposta è sì, vi siete imbattuti nel concetto di caso fortuito.

    Newsletter

    Newsletter

    Send this to a friend