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    Il disturbo delle specie animali nelle aree protette

    Partiamo dall'esame di un caso concreto per analizzare la normativa vigente.

    Abbiamo visto tutti quello che è accaduto qualche giorno fa al Passo Tre Croci, in direzione Auronzo di Cadore, un piccolo comune nel Veneto.

    Un automobilista si è posto all’inseguimento notturno di quattro esemplari di lupo ed ha filmato tutto con un video finito in rete.

    Gli animali sono stati costretti a correre inseguiti in strada, ad una velocità di circa cinquanta chilometri orari, tra due muri di neve, per due km e per almeno tre minuti, questa la durata del video, senza mai fermarsi, mentre il conducente teneva i fanali su di loro, suonava il clacson e rilasciava alcune dichiarazioni come, ad esempio: “Beccati! Adesso li scanno”. I lupi, stante la neve a bordo strada, hanno faticato a risalire dalla strada ove si erano trovati loro malgrado.

    L’autore del video, grazie alla diffusione delle riprese, è stato identificato e denunciato da alcune associazioni preposte alla tutela degli animali. Egli ha, poi, rilasciato delle dichiarazioni con le quali rendeva delle scuse pubblicamente.

    Naturalmente, è legittimo domandarsi a quali responsabilità possa andare incontro l’autore di questo gesto che avrebbe potuto avere ben gravi conseguenze per gli animali coinvolti. I lupi, infatti, correndo a perdifiato, a quella velocità, per lo spavento, lo sforzo, lo stress subito, e la paura di essere inseguiti, oltre a perdere energie vitali in un periodo così delicato come l’inverno, avrebbero potuto subire difficoltà tali da metterne a rischio la vita. Senza considerare il pericolo creato per altri automobilisti che avrebbero potuto sopraggiungere sulla strada dalla corsia opposta.

    Ebbene, la normativa alla quale fare riferimento quando la condotta si verifica in area protetta è quella di cui alla Legge 394 del 1991 “Legge quadro sulle aree protette” che, all’art. 11, comma III, vieta “le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat. In particolare sono vietati: a) la cattura, l’uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali nei parchi naturali”.

    La sanzione è rinvenibile nel successivo articolo 30 secondo il quale chiunque viola le disposizioni di cui all’art. 11, comma III, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da 103,00 euro a 12.911 euro.

    Nelle aree non protette non è prevista questa specifica disciplina.

    In ipotesi, potrebbero essere ritenute configurabili anche altre violazioni, come, ad esempio, il reato di “Maltrattamento di animali” di cui all’art. 544 ter, secondo il quale “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro” oltre a eventuali sanzioni qualora si fosse violato il coprifuoco, in assenza di necessità, previsto dall’ultimo Dpcm.

    Con l’occasione e la speranza che questi episodi non accadano più, possiamo ricordare il comportamento da tenere in caso si incontri un animale selvatico sulla strada: non disorientiamo gli animali con i fari, li abbaglieremmo e non capirebbero come muoversi per spostarsi dalla carreggiata, accostiamo la macchina, attivando gli stop, e attendiamo che questi si allontanino da soli. Viaggiamo a velocità moderata.

    Consigli da tenere a mente sempre e, a maggior ragione, se viviamo in zone montane o boschive ove naturalmente esistono, accanto a noi, anche animali selvatici.

    Foto di copertina: hkuchera su iStock

    Avv. Elisa Scarpino
    Avvocato in Varese, redattore per il portale Sololibri.net e consapevole che, per dirla con le parole di una grande anima, il Mahatma Mohandas Karamchand Ghandi, «Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali».

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