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    Trasporto animali vivi via mare: ennesimi disagi dovuti al blocco del canale di Suez

    Il Canale di Suez è rimasto bloccato dal 23 al 29 marzo a causa del mega cargo portacontainer “Ever Given” che si è incagliato fermando il passaggio di centinaia di navi, tra cui almeno 20 con animali vivi a bordo.

    Si ritiene che la maggior parte degli animali a bordo siano pecore, ma non si esclude che altre navi trasportino altre specie.

    Quando si verificano questi imprevisti via mare gli animali rischiano di rimanere senza acqua né cibo, non potendo sbarcare da nessun’altra parte per motivi burocratici.

    Secondo l’organizzazione Animals International, alcune di queste navi sono partite a inizio marzo dalla Spagna e dalla Romania dirette verso il Medio Oriente. Le navi che vengono utilizzate per trasportare animali sono quelle adibite al trasporto merci e quindi non garantiscono le condizioni per una stabulazione adeguata di animali vivi. Questo implica che la temperatura all’interno dell’ambiente possa aumentare notevolmente a causa del calore generato dagli animali stessi e dai motori delle navi; ciò può provocare stress da calore nei soggetti in questione, un problema comune sulle navi per l’esportazione. 

    Inoltre durante il trasporto vengono stabulati insieme animali che non hanno familiarità (di solito in base al peso), dunque gli individui non si conoscono e trovandosi con altri sconosciuti, in un posto a loro estraneo, possono crearsi dinamiche aggressive tra i soggetti con conseguenti lesioni che facilitano la diffusione e la trasmissione delle infezioni e questo fenomeno è proporzionale alla durata del viaggio.

    Secondo la FAO infatti i trasporti a lunga distanza (per esempio quelli su nave) sono mezzi di diffusione di malattie perché più è lungo il viaggio più lo stress aumenta, indebolendo il sistema immunitario e rendendo i soggetti più vulnerabili.

    Ci sono però altri fattori che causano malessere agli animali trasportati, come il sovraffollamento ed i rumori a cui vengono sottoposti durante il viaggio (ad esempio i segnali sonori emessi dalle navi) che generano paura e disagio nei soggetti.

    Il trasporto su lunga distanza dunque non riesce a garantire neanche i parametri minimi di benessere, ovvero le 5 libertà elencate dal Brambell Report nel 1965: la libertà dalla fame, dalla sete, di avere un ambiente fisico adeguato, dal dolore, dalle ferite, dalle malattie, di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali specie-specifiche, dalla paura e dal disagio.

    Ricordiamo che da inizio anno sono stati macellati migliaia di animali a causa di problematiche riscontrate durante il viaggio, come successo poche settimane fa alle navi Karim Allah ed Elbeik.

    Queste ultime, dopo mesi in mare, sono rientrate in Spagna per la macellazione degli animali a bordo.

    Foto di copertina: Alexey_Fedoren su iStock
    Roberta Michelle Perla
    Etologa, attivista presso la LAV, facilitatrice nel rapporto umano-animale, ha collaborato con L’ASL di Pinerolo (TO) per il controllo del benessere animale negli allevamenti intensivi.

    Trasporto animali vivi via mare: ennesimi disagi dovuti al blocco del canale di Suez