Convegno “Diritto Penale e Tutela degli Animali” – Venezia, 17 febbraio 2020

Pubblichiamo gli atti del convegno, organizzato dalla Camera Penale veneziana "Antonio Pognici" e svoltosi presso l'Aula Magna Ca’ Dolfin.

CAMERA PENALE VENEZIANA “ANTONIO POGNICI”

CONVEGNO

DIRITTO PENALE E TUTELA DEGLI ANIMALI

Il lunedì 17 febbraio 2020 ore 14.30-19.00 

Aula Magna Ca’ Dolfin, Dorsoduro 3825/e Venezia

Interventi:

  1. Saluti
  2. AVV. MONICA GAZZOLA – Introduzione
  3. DOTT.SSA MARTA PACCAGNELLA – Strumenti di tutela sostanziale e processuale
  4. AVV. MARIA CRISTINA GIUSSANI – La tutela degli animali nel nostro sistema penale. Luci e ombre
  5. AVV. MICHELE PEZONE – Il ruolo delle associazioni e la costituzione nel giudizio penale degli enti protezionistici
  6. PROF.SSA SARA DE VIDO – La tutela degli animali nel diritto internazionale e nell’Unione Europea 
  7. DOTT. CARMINE GUADAGNO – Il medico veterinario di sanità pubblica nell’accertamento e nella prevenzione dei reati contro gli animali
  8. Conclusioni

AVV. SIMONE ZANCANI

Buonasera a tutti. 

Cari colleghi, Signori delle forze dell’ordine, come avete capito il nostro Presidente Renzo Fogliata quest’oggi non può essere qui con noi. Lo sostituisco con un senso di felicità, perché questo è il primo convegno che viene organizzato dalla Camera Penale Veneziana dopo il rinnovo delle nostre cariche, ma anche con un segno di inadeguatezza a sostituire il nostro Presidente. 

Vi leggerò poi un messaggio che vi manda Renzo, prima di dare la parola ai Relatori. 

Per questo primo giro di saluti abbiamo: in rappresentanza dell’Ordine, Tiziana Ceschin; la Maggiore Elisabetta Tropea del Comando dei Carabinieri Forestali di Venezia, e il Prof. Lauso Zagato del Centro Studi Diritti Umani dell’Università di Venezia. 

Io cedo la parola a Tiziana per il saluto del Consiglio dell’Ordine.

AVV. TIZIANA CESCHIN

Grazie, Simone.

Buonasera a tutti, buonasera a tutte. Io porto i saluti del nostro Presidente Giuseppe Sacco e di tutto l’Ordine di Venezia. Voglio ringraziare la Camera Penale Veneziana per aver organizzato questo convegno, ringrazio anche l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Unione delle Camere Penali del Veneto e la Fondazione Centro di Studi sui Diritti Umani. 

Non vi è dubbio che il tema del convegno di oggi susciti non solo un sempre maggior  interesse, ma anche delle domande che, a mio modo di vedere, il giurista oggi è importante che si faccia, perché nello studiare le norme, nello studiare la giurisprudenza, in particolare questa del 2019, nonché l’iter parlamentare del Disegno di Legge 1078, che prevede la modifica del Codice Penale, ma anche del Codice di Procedura Penale, del Codice Civile, nonché delle altre disposizioni in materia della tutela degli animali, ci sono delle domande che, a mio modo di vedere, devono essere affrontate, perché poi le conseguenze delle risposte a queste domande sono molto importanti. Allora il mio contributo è, sostanzialmente, quello di una domanda che io faccio agli illustri Relatori, che ringrazio, di oggi, ed è questa: leggendo le norme, quello che il penalista vede è che la tutela del bene giuridico è quella del sentimento per gli animali; ed allora alcuni sostengono che, secondo una visione antropocentrica, questo sia l’orientamento, quindi il sentimento per gli animali. Nella modifica, quindi nel Decreto Legge, non mi pare che ci sia più il titolo “sentimento per gli animali” e anzi mi pare che con la giurisprudenza del 2019 ci sia, sembrerebbe, una tutela penale rafforzata nei confronti degli animali, cioè sembrerebbe che si possa arrivare ad una visione biocentrica.

Allora la domanda è proprio questa che vi faccio: è possibile che si arrivi a una visione biocentrica? E’ vero che la giurisprudenza si sta in questo modo uniformando? E, se così fosse, quali sono gli effetti principali, le conseguenze principali di questo mutamento della visione? 

Io quindi vi lascio con questa domanda, sono certa che i nostri Relatori che oggi affrontano veramente tantissimi temi spero che affronteranno anche questo. Grazie. 

AVV. SIMONE ZANCANI 

Grazie, Tiziana.

Prof. Zagato, a lei la parola per il saluto del Centro Studi dei Diritti Umani. 

PROF. LAUSO ZAGATO 

La ringrazio. Ringrazio Monica per avermi coinvolto in questa giornata, che mi pare bellissima.

Il Centro Studi sui Diritti Umani nasce dalla facoltà di Filosofia e Beni Culturali del nostro Ateneo nel 2012. In precedenza c’erano già attività a tutela dei diritti, ma il Centro Studi nasce con una precisa caratteristica che è esplicitata nel suo sottotitolo: “Per i diritti del vivente, degli individui, delle comunità e dei gruppi”. Quindi è un discorso che cerca di coinvolgere la sfera del bios, la sfera del vivente, com’è stato ben detto poco fa. Abbiamo avuto dei problemi, Monica li ricorda, perché una parte delle persone che si avvicinavano non riuscivano a capire perché perdessimo tempo, la difficoltà da parte di molti colleghi, di molte persone anche interessate al tema dei diritti degli animali, la difficoltà ad accettare il punto di vista che la questione dei diritti riguardi anche gli animali. Però in qualche modo siamo riusciti a proseguire. Il Centro Studi organizza ogni anno a fine giugno in occasione della Giornata mondiale contro la tortura, un seminario di studi che quando si rivela molto interessante si traduce poi in un volume. Noi abbiamo dedicato due scadenze non consecutive al tema della tortura e gli animali, e poi ne abbiamo fatto un volume, uscito qualche anno fa, che si intitola “Per gli animali è sempre Treblinka”. Qualcuno si è scandalizzato, ma non sapeva che la frase ovviamente non è nostra, che magari non ci saremmo permessi, ma è del sommo scrittore ebraico Isaac Singer, e lui poteva dirlo anche per le esperienze della sua vita, della sua famiglia. E’ una frase fortissima, ma anche di grandissimo significato e di grandissimo valore. Quindi sono molto contento che in questa stessa sala si rilanci questa tematica, spero che leggeremo tra poco gli esiti e che poi da qui possano nascere ulteriori iniziative.

Mi permetto solo una cosa: quando organizzammo il secondo di quei seminari trovammo un clima abbastanza favorevole, però ricordo sempre la collega giurista, non vi dico di che università, che io sapevo essere amante degli animali, che io sapevo essere tendenzialmente vegetariana, la quale disse: “Ma voi cosa fate? Anche un discorso contro le sperimentazioni?”; io, che sapevo che una delle relazioni sarebbe stata proprio su questo tema, le dissi: “Beh, sostanzialmente sì”. Allora incontrammo un rifiuto. Io ho l’impressione che la questione della sperimentazione, della pseudoscientificità – butto lì una provocazione prima di cominciare – delle sperimentazioni sugli animali sia uno dei nodi più duri che ci sono da affrontare, ma ce ne sono molteplici. E quindi con molta soddisfazione, con molta contentezza, perché vedo in questo un segnale di importante continuità con le attività già svolte, porgo i saluti a nome della direttrice del Cestudir, che non ha potuto oggi venire, e ringrazio tutti, ringrazio Monica per l’organizzazione dell’evento.

AVV. SIMONE ZANCANI 

Grazie, Professore.

Io vengo da un altro evento questa mattina con il Ministro della Giustizia dove l’ex Sindaco della Città, filosofo, nell’intrattenersi sulle esigenze di repressione e della necessità che ci siano nuovi strumenti repressivi e processuali contro la criminalità organizzata, ha detto che i diritti umani, i diritti fondamentali, sono tutta fuffa, che non serve a niente, di fronte al crimine globalizzato non dobbiamo guardare i diritti fondamentali. 

Ecco, io sono molto orgoglioso che invece qui la comunità degli Avvocati pensi, non solo ai diritti fondamentali dell’uomo, ma anche ai diritti fondamentali degli animali, e in questo permettetemi di ricordare quel bellissimo passaggio che ha fatto Joaquim Phoenix nell’accettare l’Oscar qualche giorno fa, in cui ha detto che dove c’è lo sfruttamento di una specie sull’altra c’è l’esercizio di una autorità e di un potere, di una prevaricazione. Ecco, dove ci sono esercizi autoritari, dove c’è prevaricazione, là ci devono essere gli Avvocati.

Passo la parola alla Maggiore Tropea, prego, per il suo indirizzo di saluto.

MAGG. ELISABETTA TROPEA   

Raccolgo la sfida, anche perché il mio intervento sarà comunque finalizzato a cercare delle alleanze tra forze dell’ordine, medici veterinari, Avvocati, perché il fine ultimo penso anche di questa giornata è quello di individuare una strada comune per la tutela di esseri che sono più svantaggiati rispetto all’uomo, anzi direi sfruttati. Quindi nell’augurare buon pomeriggio a tutti i presenti ringrazio gli organizzatori, perché hanno invitato l’Arma dei Carabinieri a questo evento e in particolare me in qualità di Comandante di due Reparti che vengono comunemente chiamati con due acronimi: il CITES e NIPAAF, neo costituiti a seguito dell’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato (mezzi, persone e professionalità) nell’Arma dei Carabinieri, avvenuto alla data del 01 gennaio 2017. Nuclei questi che, anche se con assetto parzialmente diverso, già erano operativi nella precedente Amministrazione e quindi forti di una maturata e ampia esperienza nel settore della tutela dell’ambiente in generale e della tutela degli animali in particolare, con competenze anche esclusive in taluni settori, quali quello del traffico illecito di specie in via di estinzione. I due settori sono inevitabilmente collegati, perché il mantenimento degli ecosistemi e degli habitat naturali sono indispensabili per garantire la sopravvivenza delle specie animali e vegetali e la corretta gestione dei rifiuti, dei tagli boschivi, dei reflui delle produzioni agroalimentari, sono a loro volta il presupposto affinché gli ambienti naturali progrediscano secondo gli intrinseci equilibri.

In particolare:

il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (meglio conosciuto come NIPAAF), costituito come servizio di polizia giudiziaria in ambito provinciale con ampia competenza su tutta la materia connessa alla tutela ambientale e agroalimentare, compresa la tutela degli animali;

il Nucleo CC CITES, sempre costituito come servizio di PG di carattere interprovinciale, con competenza generale in materia di tutela degli animali ed esclusiva su un settore specifico e fondamentale, precisamente sul controllo della corretta applicazione della CITES, Convenzione Internazionale alla quale aderiscono a livello mondiale ben 182 Stati e l’Unione Europea e che ha l’obiettivo di monitorare e regolamentare il commercio e lo scambio di specie di fauna e flora in via di estinzione.

Mi preme evidenziare che i reati in danno degli animali, negli ultimi anni, hanno subito una profonda evoluzione e non si parla più soltanto del mero maltrattamento limitato al singolo animale, bensì di reati anche associativi, con infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo degli allevamenti, della macellazione e distribuzione della carne e del commercio di animali o di parti di essi.

Abigeato, falso materiale, falso ideologico, percezione illecita di fondi pubblici, traffico di farmaci vietati, associazione per delinquere, traffico di sostanze dopanti, macellazione clandestina, pascolo abusivo, ricettazione, intestazione fittizia di beni, truffa aggravata, commercio di alimenti nocivi sono solo alcuni dei reati che fanno da cornice e sono strettamente connessi ai delitti di maltrattamento e uccisione di animali.

Ed è stato appositamente coniato il neologismo ZOOMAFIA facendo riferimento appunto a quel “settore criminale che trae profitto dal controllo di attività illegali ai danni degli animali”, i cui crimini più comuni sono il maltrattamento e l’uccisione di animali, i reati venatori, i combattimenti e corse clandestine, la gestione illecita dei canili, l’olocausto marino, il traffico internazionale di animali e piante.

Basti pensare che il traffico di specie selvatiche è il quarto mercato più fiorente dopo droga, armi e tratta degli umani. Secondo uno degli ultimi rapporti Interpol, tale traffico è stimato pari a 23 miliardi di dollari l’anno  ed è una delle principali cause di perdita di biodiversità nel mondo: ogni anno, centinaia di milioni di esemplari di specie rare vengono prelevate dal loro ambiente naturale e vendute a peso d’oro sui mercati clandestini sia con lo scopo di farne animali da compagnia o da esposizione che per la realizzazione (con le loro parti o prodotti derivati) di medicine, manufatti, arredi o abbigliamento.

Per dare uno spaccato dell’attività svolta a livello locale dai miei Reparti, in particolare nelle province di Venezia e Padova, il Nucleo Carabinieri Cites nell’anno 2019 ha effettuato più di 400 controlli, con oltre 1000 esemplari controllati (anche tra quelli sottoposti a specifiche tutele, animali vivi e purtroppo, in alcuni casi anche morti). Di questi esemplari (intesi anche come parti di animali morti) ne sono stati sequestrati 601, per un valore stimato di oltre 50.000 euro e 30 soggetti sono stati denunciati in S.L., oltre alla contestazione di 52 illeciti amministrativi per un importo contestato pari a oltre 60.000 euro.

A ciò si aggiungano le attività di indagine nel settore oggi in discussione, portate a termine brillantemente dal NIPAAF, che, per l’alto grado di complessità, hanno richiesto spesso settimane se non mesi di lavoro.

I controlli e le attività propriamente di polizia giudiziaria, sono stati espletati presso allevamenti amatoriali e commerciali (di animali da compagnia e da reddito), negozi di animali, allevamenti ittici, giardini zoologici e abitazioni private, ove sono stati anche rinvenuti vari esemplari appartenenti a specie animali non detenibili dai privati ai sensi della normativa vigente, illecitamente acquisite o detenute da soggetti in numero eccessivo (accumulatori seriali di animali) e comunque nella maggior parte dei casi lontane da uno stile di vita idoneo alle caratteristiche etologiche di animali stessi.

Sono altresì stati attenzionati ditte di trasformazione del settore manifatturiero che trattano pellami di specie animali (coccodrillo, pitone, varano etc.) il cui prelievo in natura o il commercio deve svolgersi secondo regole ferree di tracciabilità e con documentazione attestante la legittima provenienza; i rivenditori di oggetti preziosi, gli antiquari e i rigattieri al fine di altresì contrastare la commercializzazione illegale di parti di esemplari illecitamente abbattiti, basti pensare al fiorente mercato dell’avorio ottenuto dall’indiscriminata uccisione di elefanti quale, da ultima quella avvenuta nel 2018 in Botswana dove sono state rinvenute 87 carcasse vicino ad un area naturale, unitamente a quelle di 5 rinoceronti, bracconati rispettivamente per le zanne ed per i corni.

Numerosi sono stati inoltre i controlli presso le fiere al fine di verificare la detenzione ed esposizione degli animali in situazioni di benessere e la loro corretta e lecita commercializzazione, controlli ai quali si aggiungono quelli effettuati su strada, con la preziosa collaborazione dei Reparti Territoriali dell’Arma, indispensabili per il monitoraggio, intercettazione e fermo dei veicoli attenzionati.

Tutti i soggetti oggi presenti, spesso portatori di aspettative contrapposte nei corridoi delle Procure e nelle aule dei Tribunali, si trovano pertanto, qui, per fare un focus su un settore estremamente complesso e delicato, in primis perché vi è la concorrente applicazione di numerose leggi speciali e di carattere tecnico e di matrice comunitaria che si affiancano e integrano le previsioni codicistiche e soprattutto perché il fine ultimo da raggiungere è garantire un’esistenza etologicamente corretta a esseri viventi diversi dalle persone ma ugualmente portatori di diritti giuridici e naturali.

E, l’esperienza sul campo, mi ha sempre positivamente stupito di come, nel momento in cui bisognava intervenire per garantire il benessere degli animali, anche di specie disparate e di numero e dimensioni non facilmente gestibili, in situazioni irte di difficoltà e di difficile risoluzione, la sinergia e collaborazioni tra Enti, Istituzioni e operatori del settore ha consentito risultati immediati e sempre diretti alla primaria tutela degli animali, con la convinzione che era necessario operare insieme per risolvere situazioni gravi ed emergenziali e che tutto il resto si sarebbe poi discusso nelle aule dei Tribunali.

Meglio vi dirà il Dott. Carmine Guadagno di quanto spesso ci confrontiamo, essendoci sempre la necessità che le situazioni di incuria, di non idoneità alla detenzione e al trasporto e purtroppo anche di maltrattamento nei confronti degli animali, vengano accertate da personale veterinario, primariamente competente all’analisi delle circostanze e alle valutazioni dei diversi casi di fronte ai quali ci si trova, senza che siano lasciate alla personale sensibilità e affectio verso le varie specie animali.

Vi potrà raccontare di come in meno di 24 ore abbiamo salvato da gravi conseguenze e in alcuni casi da morte certa, 45 cavalli (puledri, stalloni, fattrici anche gravide) prelevandoli e trasportandoli da una provincia all’altra, lavorando insieme, ognuno per le proprie competenze, operatori di polizia, medici veterinari, associazioni, privati.

E proprio in forza di questa sempre auspicata sinergia, fondamentale per operare in modo efficiente ed efficace, rinnovo il mio ringraziamento a chi ha voluto che la l’Arma dei Carabinieri fosse presente a questo evento/giornata che senza ombra di dubbio è un importantissimo momento di confronto giuridico e di esperienze sul campo, tra operatori del settore, avvocati, magistrati e cultori del diritto in generale.

Non sottraggo pertanto ulteriore tempo agli interventi e restituisco la parola al moderatore augurandovi un buon ascolto.

AVV. SIMONE ZANCANI

Grazie, Maggiore.

L’Avvocatura le assicura non solo un’alleanza, di più di un’alleanza: il confronto, il dialogo, la dialettica su tutti questi temi. L’Avvocatura su questi temi sulla prospettiva della tutela degli animali, su quelle che sono le ricadute processuali di queste norme penali, è sempre pronta al confronto, al dialogo, al contraddittorio anche più serrato, convinti che sia proprio il confronto e il dialogo il metodo unico per arrivare a delle soluzioni giuste, condivise e condivisibili. In questo io esprimo il plauso del Consiglio Direttivo, del Presidente Fogliata, a questa iniziativa. Il fatto di aver voluto creare un panel di discussione che sia così eterogeneo, così interdisciplinare, è motivo di particolare onore per la Camera Penale, perché proprio nel confronto delle varie sensibilità, delle varie funzioni, dei vari compiti all’interno dell’attività e di prevenzione ed eventualmente di repressione e, nella prospettiva nostra, nell’attività processuale, che si concorre tutti, con un’alleanza, a vivificare quei diritti, siano essi diritti fondamentali dell’uomo, siano essi diritti degli animali.

Io, nell’esprimere davvero la mia personale gratitudine e la gratitudine del Consiglio Direttivo a Monica e a tutta la Commissione che ha organizzato questo convegno, così seguito, una visione, Monica, poi vedrai, particolarmente entusiasmante quella di questo uditorio, vi leggo due righe che ha scritto l’Avvocato Fogliata per voi: «Troppo spesso abbiamo tiranneggiato la natura e soprattutto gli altri esseri viventi negando l’essenza stessa di creature senzienti. Eppure basterebbe soffermarsi a riflettere a San Marco, sotto la cupola della Genesi nel turbinio scintillante delle innumerevoli creature riflesse nei mosaici duecenteschi. In fondo questa città ci aveva già insegnato che noi siamo parte di una natura unica e noi dobbiamo riconoscere che la nostra vita dentro questa natura passa anche attraverso i diritti degli animali».

Io ringrazio davvero tutti, invito i Relatori sul palco e mi accomodo a sentire le vostre interessantissime relazioni.

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