Vittoria: a breve in Campania sanzioni per chi detiene cani alla catena!

Accolta la richiesta della petizione #LiberiDalleCatene che chiedeva di porre rimedio a questa grave mancanza della legge regionale del 2019.

Siamo lieti di apprendere dai mezzi di informazione che venerdì scorso il Consiglio regionale della Campania nell’approvare il disegno di legge collegato alla finanziaria, ha accolto un emendamento presentato dal consigliere dei Verdi Francesco Emilo Borrelli, che modifica la legge regionale del 2019 sul benessere degli animali (L.R. n. 3 dell’11/04/2019) introducendo una sanzione da 300 a 2.000 euro per chi detiene i cani o altri animali d’affezione alla catena o ad altro strumento di contenzione similare.

Viene quindi integralmente accolta la richiesta della petizione #LiberiDallecatene lanciata da Green Impact e Save The Dogs e sostenuta anche da Animal Law Italia, che aveva superato le 10.000 adesioni.

La modifica alla legge regionale avrà efficacia a seguito della pubblicazione del testo della legge sul Bollettino Ufficiale della Regione, non ancora disponibile nel momento in cui scriviamo.

«La Campania ha deciso di allinearsi alle legislazioni dei Paesi più all’avanguardia per la protezione degli animali. Da parte nostra, vigileremo affinché questo divieto venga fatto rispettare e le sanzioni appena introdotte siano effettivamente applicate», ha dichiarato l’avv. Alessandro Ricciuti, Presidente di Animal Law Italia. «Chiediamo a tutti i cittadini di fare la loro parte a favore della legalità, documentando e segnalando alle forze dell’ordine i casi di cui sono a conoscenza».


Cani alla catena: cosa prevede la legge

Tenere legato un cane a una catena è legale in diverse regioni d’Italia. L’Umbria e la Campania hanno adottato un divieto generale, tuttavia quest’ultima non aveva previsto un regime sanzionatorio, il che ne impediva un’efficace attuazione.

Le normativa di altre regioni italiane (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Puglia) sono soddisfacenti ma non ottimali in quanto ammettono deroghe ampie, dettate da “motivi di sicurezza” che possono ostacolarne un’efficace attuazione o compromettere il benessere degli animali. Fra queste, la legge della Lombardia definisce meglio le eccezioni legate all’effettuazione di cure veterinarie, in quanto prevede che ne siano specificate sia la durata sia la diagnosi.

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