In Sardegna una importante operazione a difesa degli animali

Sequestrato il canile Europa, convenzionato con una trentina di comuni. I responsabili della struttura dovranno rispondere di numerose imputazioni.

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Una indagine all’apparenza come tante altre, ma che invece ha dato il via ad una importante e meritoria operazione. È quella — denominata “Cerbero”, come il cane mitologico a tre teste — che nei giorni scorsi è stata effettuata in Sardegna, ad Olbia, dalla Guardia di Finanza locale, di concerto con l’Enpa e il personale sanitario specializzato della Facoltà di Medicina Veterinaria di Sassari.

A seguito della quale un anno fa è stato sequestrato il “Canile Europa”, struttura che, da quanto sarebbe emerso nel corso delle indagini, si è rivelata essere ben diversa da quella che originariamente doveva essere e i cui responsabili saranno ora chiamati a rispondere di una serie di imputazioni.

Convenzionata, stando a quanto riferito in conferenza stampa, con circa trenta Comuni sardi per la gestione dei cani randagi, ne avrebbe detenuto un numero quasi doppio al limite consentito, in condizioni igieniche non decorose e con episodi frequenti di maltrattamento a danno dei malcapitati ospiti.

In alcuni casi, addirittura, parrebbe che i cani in punto di morte siano stati fatti morire prematuramente con lo strumento dell’eutanasia senza però che il loro decesso venisse poi comunicato ai Comuni proprietari, al presumibile fine di continuare ad intascare finanziamenti pubblici e di continuare a godere delle agevolazioni fiscali in materia.

Tutto sarebbe nato dalla denuncia di un privato, preoccupato di un sospetto maltrattamento a carico di uno dei cani presenti nella struttura, con le indagini che sono proseguite a ritmo serrato in questi ultimi anni sino ad arrivare al felice epilogo, con la liberazione di molti cani per cui si apre ora la via della adozione.

Ad essere indagati la responsabile legale della sconfessata associazione di volontariato e il responsabile sanitario della struttura.

Tra i capi di imputazione anche la truffa aggravata in danno di enti pubblici, la cui entità si stima in 1 milione e 200.000 euro circa.

Felice epilogo, dicevamo, che però pone ancora una volta l’accento sulle condizioni non dignitose in cui ancora oggi, purtroppo, molti amici pelosi sono costretti a vivere, in quelle che in teoria dovrebbero essere per loro delle strutture accoglienti, ma che spesso invece nei fatti si rivelano delle impietose prigioni, peggiori talvolta anche rispetto alla stessa strada.

Avv. Christian Montanaro

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