L’ananas maledetto che sta indignando il mondo

Uccisa mamma elefante e figlia nascitura. Sotto accusa, ancora una volta, l'essere umano che dimostra di non essere in grado di convivere con le altre specie.

Da leggere

Europa senza gabbie: oltre 90.000 le firme convalidate in Italia!

Le firme validate nel nostro Paese sono 90.085, pari al 93,34% delle 96.513 totali che erano state presentate.

La Cina ufficializza il bando alla vendita di carne di cane

Il 26 maggio è stata diffusa dal Ministero dell'Agricoltura una versione aggiornata dell'elenco delle "risorse genetiche di bestiame e pollame", che esclude i cani dalla lista di specie per le quali è consentita la riproduzione, l'allevamento, la compravendita e il trasporto per finalità commerciali.

Dal Pakistan una importante sentenza: “Kaavan libero”

Una storia a lieto fine che potrà rivelarsi molto importante in futuro nella battaglia per il riconoscimento...

Dell’ananas si conosceva il potere nutritivo e diuretico. Non certamente quello esplosivo. Forse, perché — riflettendo bene — la colpa effettivamente non è dell’ananas, ma semmai della mano umana che quell’ananas lo ha manipolato e trasformato. Inserendovi dentro ciò che in un appetitoso frutto non si troverebbe mai, ma che tutt’al più si può trovare in occasione dei festeggiamenti natalizi.

Soltanto che per le malcapitate due creature uccise nella fattispecie in esame che andiamo a raccontare da festeggiare non v’è stato proprio niente.

Solo da salutare. Salutare questo folle mondo e i loro vili aguzzini, sperando ora di poter vivere altrove e meglio, unite da quell’abbraccio loro ingiustamente negato.

La storia è ormai celebre e sta indignando le coscienze e gli animi di tutti noi: nei giorni scorsi, in India, nello stato di Kerala, una elefantessa incinta (che era uscita dal Parco Nazionale della Silent Valley e che, evidentemente, vagava comprensibilmente in cerca di cibo) ha mangiato un ananas imbottito di petardi ed è successivamente morta tra atroci agonie.

Un ufficiale forestale che ha partecipato ai tentativi di soccorso ha scattato una foto della sfortunatissima creatura che, a causa della esplosione che le ha dilaniato bocca e lingua, ha poi cercato inutilmente rifugio nelle fresche acque del fiume attiguo Velliyar.

Ad onor del vero parrebbe non ancora del tutto chiaro se si sia trattato di un gesto intenzionale dell’uomo o meno.

L’ipotesi iniziale più accreditata propendeva per un sadico gesto umano, con l’ananas deliberatamente offerto alla mite elefantessa. L’ipotesi alternativa che, invece, nelle ultime ore sta prendendo sempre più piede ritiene invece che l’elefantessa abbia mangiato da sé l’insano frutto, scovandolo in un raccolto agreste.

A dare peso a quest’ultima teoria sarebbe la circostanza che il metodo di imbottire la frutta con i petardi non sia nuovo da quelle parti e sia usato frequentemente dai contadini per proteggere i loro raccolti dalle incursioni degli animali affamati.

Sia come sia, in ogni caso, il gesto è imperdonabile. Assolutamente inconcepibile nel primo caso, ma non certamente meno difendibile nel secondo, posto che si sarebbe comunque trattato di un “gesto voluto”, intenzionale ed equiparabile come tale ad una autentica “sevizia”.

E, pur avendo questa storia naturalmente commosso maggiormente rispetto ad altre, tale considerazione varrebbe e vale per ogni altro animale affamato che, per ciò solo, non può e non deve meritare fini così indegne ed orribili.

L’auspicio, dunque, è che si sia trattato solamente di una sfortunatissima coincidenza, nella speranza che essa non si ripeta mai più. Ma, nel contempo, si confida nel lavoro investigativo delle autorità indiane che hanno già dichiarato il loro fermo proposito di far luce sulla vicenda.

Anche perché “l’elefante asiatico” è una specie a forte rischio di estinzione ed appositamente protetta, nonché quasi “sacro” per la gente del posto (la sua effigie è sullo stesso stemma dello stato indiano e viene usato di frequente per le cerimonie religiose) e, pertanto, va ancor più tutelato e difeso.

Ci riserviamo ulteriori approfondimenti sulla vicenda, rimarcando ancora una volta con amarezza soltanto come, in ogni caso, l’apparente maggiore intelligenza dell’essere umano (manipolare un frutto per “avvelenare” un altro essere vivente) si sia rivelata ancora una volta un pericoloso ed ingiustificato “boomerang” contro il suo stesso senso di umanità e contro il legittimo diritto a vivere di chi ha la sfortuna di stargli intorno.

Avv. Christian Montanaro

Ultime notizie

EuropaSenzaGabbie: l’Italia arranca nella classifica dei Paesi UE

Oggi insieme alle altre associazioni appartenenti alla Coalizione italiana End the Cage AgeDella coalizione fanno parte le...

In Germania nuovo lockdown dopo l’esplosione di un focolaio in un mattatoio

La struttura è situata nel Nord-Ovest del Paese. Sono almeno 1.550 i lavoratori contagiati e 7.000 i familiari in quarantena.

Europa senza gabbie: oltre 90.000 le firme convalidate in Italia!

Le firme validate nel nostro Paese sono 90.085, pari al 93,34% delle 96.513 totali che erano state presentate.

Gorilla di montagna: finalmente una notizia positiva!

La popolazione di gorilla di montagna è sempre più ridotta e questa specie è a un passo dall'estinzione ma per fortuna ogni tanto ci sono buone notizie!

In Sardegna una importante operazione a difesa degli animali

Sequestrato il canile Europa, convenzionato con una trentina di comuni. I responsabili della struttura dovranno rispondere di numerose imputazioni.

Newsletter

Notizie simili

Send this to a friend