Paesi Bassi: un milione e mezzo di visoni uccisi per il virus

Salgono a 33 gli allevamenti interessati dagli abbattimenti, dopo la scoperta che in almeno due casi i visoni avevano contagiato i lavoratori.

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Aggiornamento del 18 agosto 2020: DutchNews riporta che nei Paesi Bassi sono stati uccisi oltre un milione e mezzo di visoni, pari al 30% del totale dei visoni allevati nel Paese.

Aggiornamento del 16 luglio 2020: anche in Spagna le autorità hanno ordinato l’uccisione di 92 mila visoni contagiati dal virus.


In una nota diffusa ieri, il Ministero dell’Agricoltura dei Paesi Bassi comunica che ad oggi l’infezione da nuovo coronavirus è stata accertata in venti allevamenti dei circa 128 ancora attivi.

DutchNews riferisce che dall’inizio dell’epidemia sono stati uccisi oltre 620.000 visoni, 19.000 dei quali soltanto nella giornata di ieri.⁠ Gli allevamenti interessanti, poco meno di un sesto del totale, sono tutti situati nel Sud del Paese.

Le uccisioni erano iniziate giù un mese fa, su decisione congiunta dei ministri della Salute pubblica Hugo de Jonge e dell’Agricoltura Carola Schouten, dopo la scoperta di Sars-CoV-2 in alcuni visoni, che in almeno due casi l’avevano diffuso ai lavoratori. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), si tratterebbe dei «primi casi noti di trasmissione» da animale a uomo.

Come ulteriore contromisura sanitaria, in tutto il Paese è stato sospeso il trasporto dei visoni e vietato ai lavoratori con sintomi di entrare in contatto con gli animali.⁠

L’Olanda è il secondo produttore in Europa di pelli di visone dopo la Danimarca. Nel 2006 una legge aveva stabilito di mettere al bando questa pratica entro la fine del 2023 ma a seguito degli ultimi avvenimenti, nelle scorse settimane il Parlamento ha approvato una mozione per chiedere di anticipare questo termine e di impedire alle aziende interessate dagli abbattimenti di riaprire.

Una portavoce del Ministro dell’Agricoltura ha riferito che il Governo sta studiando degli interventi per indurre gli allevatori a interrompere l’attività in anticipo, anche se al momento non è chiaro quali misure saranno previste.⁠

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