Paesi Bassi: oltre 620.000 visoni uccisi per il virus

Salgono a venti gli allevamenti interessati dagli abbattimenti, dopo la scoperta che in almeno due casi i visoni avevano contagiato i lavoratori.

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Ieri il Ministero dell’Agricoltura dei Paesi Bassi ha diffuso una nota in cui si dichiara che sono ad oggi venti in tutto gli allevamenti di visoni con casi accertati di infezione dal nuovo coronavirus, tutti situati nel Sud del Paese, nel quale sono tuttora attivi circa 128 allevamenti.⁠

DutchNews riferisce che dall’inizio dell’epidemia sono stati uccisi oltre 620.000 visoni, 19.000 dei quali soltanto nella giornata di ieri.⁠

Le uccisioni erano iniziate giù un mese fa — su decisione congiunta dei ministri della Salute pubblica Hugo de Jonge e dell’Agricoltura Carola Schouten — dopo la scoperta di Sars-CoV-2 in alcuni visoni, che in almeno due casi l’avevano diffuso ai lavoratori. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), si tratterebbe dei “primi casi noti di trasmissione” da animale a uomo.

Come ulteriore contromisura sanitaria, in tutto il Paeswe è stato sospeso il trasporto dei visoni e vietato ai lavoratori con sintomi di entrare in contatto con gli animali.⁠

L’Olanda è il secondo produttore in Europa di pelli di visone dopo la Danimarca. Nel 2006 una legge aveva stabilito di mettere al bando questa pratica entro la fine del 2023 ma a seguito degli ultimi avvenimenti, nelle scorse settimane il Parlamento ha approvato una mozione per chiedere di anticipare questo termine e di impedire alle aziende interessate dagli abbattimenti di riaprire.

Una portavoce del Ministro dell’Agricoltura ha riferito che il Governo sta studiando degli interventi per indurre gli allevatori a interrompere l’attività in anticipo, anche se al momento non è chiaro quali misure saranno previste.⁠

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