Anche il Parlamento UE vuole una Europa senza gabbie!

Una risoluzione approvata a larghissima maggioranza ne chiede l'abolizione entro il 2027!

La fine dell’era delle gabbie da oggi è più vicina! Il Parlamento europeo ha infatti esortato la Commissione europea a vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti entro il 2027, approvando una risoluzione sull’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age” con una maggioranza schiacciante di 558 voti a favore, 37 contro e 85 astensioni.

La risoluzione è rivolta alla Commissione Europea, che il Parlamento esorta a:

  • Rivedere l’obsoleta direttiva europea sugli animali d’allevamento del 1998 (che non rispecchia l’evoluzione delle conoscenze etologiche) per eliminare gradualmente i crudeli sistemi di allevamento in gabbia: attualmente in Europa l’allevamento in gabbia riguarda circa 300 milioni di animali ogni anno (galline, maiali, quaglie e conigli);
  • Imporre che tutti i prodotti immessi sul mercato dell’UE — compresi quelli importati — dovranno essere conformi ai futuri standard senza gabbie;
  • Anticipare la revisione delle attuali norme di protezione degli animali al 2022 anziché al 2023, come inizialmente previsto: questo può garantire che il divieto delle gabbie negli allevamenti animali sarà introdotto entro il mandato dell’attuale Commissione, che lascerà l’incarico nel 2024;
  • Fornire adeguati incentivi e programmi finanziari per sostenere gli allevatori nella transizione verso sistemi senza gabbie.

Attraverso un emendamento approvato ieri, il Parlamento europeo ha anche chiesto alla Commissione di «presentare proposte per vietare l’alimentazione forzata crudele e inutile di anatre e oche per la produzione di foie gras».

Durante il dibattito che ha preceduto il voto, ben 45 parlamentari europei hanno preso la parola, esprimendosi a favore dell’iniziativa.

Al termine, è intervenuta la Commissaria UE alla Salute e Sicurezza alimentare, la cipriota Stella Kyriakides, la quale ha dichiarato: «Il dibattito di oggi dimostra ancora una volta l’importanza per l’UE di adire alle richieste dei cittadini per azioni in materia di benessere animale» e ha poi aggiunto: «In una democrazia matura come la nostra dobbiamo rispettare e rispondere a queste richieste».

La Commissaria ha comunque fatto presente che questo processo avrà un impatto notevole sull’industria e soprattutto sugli allevatori, pertanto anche i loro bisogni e preoccupazioni andranno valutati con attenzione, così come quelli dei consumatori.


Cosa accade adesso?

Il voto di oggi ha un valore altamente simbolico e certamente influenzerà la decisione della Commissione europea, che è adesso chiamata a rispondere ai promotori dell’iniziativa End the Cage Age.

Questo momento rappresenterà il passaggio finale ma anche quello più importante e meno scontato dell’iter previsto per questo strumento di democrazia diretta: anche se sono state raccolte quasi 1,4 milioni di firme di cittadini europei (90.085 in Italia), la Commissione non è obbligata ad assecondare la richiesta dei promotori.

Fortunatamente, durante l’audizione del 15 aprile scorso i tre commissari presenti si erano dichiarati favorevoli, il che lascia intendere che il processo legislativo verrà avviato.

La Commissione ha in programma di annunciare la sua risposta entro il 30 giugno di quest’anno e dovrebbe trattarsi della conferma della volontà di presentare una iniziativa legislativa. A quel punto, la Commissione avvierà quindi una fase consultiva con tutti i portatori di interessi, finalizzata ad acquisire gli elementi di valutazione necessari per la stesura della proposta di legge. Quest’ultima verrà presentata al Parlamento Europeo e al Consiglio dell’Unione Europea per l’approvazione.


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