L’iniziativa dei cittadini europei che chiede l’abolizione dell’utilizzo di gabbie in tutti gli allevamenti dell’Unione Europea ha raccolto la cifra record di un milione e mezzo di firme. Si tratta di un risultato eccezionale, destinato a crescere ulteriormente non appena sarà terminato il conteggio e la verifica delle firme cartacee.

Il successo dell’iniziativa è frutto dell’impegno della più grande coalizione mai esistita a livello europeo: oltre 170 organizzazioni hanno raccolto più di un milione e mezzo di firme nell’arco di un anno. Per raggiungere il traguardo minimo del milione di firme, la coalizione ha organizzato eventi in tutta l’UE, ha collaborato con VIP e politici, ha lanciato nuove investigazioni su vitelli, conigli e scrofe in gabbia e una nuova piattaforma digitale, il Cage fighter, per coinvolgere i cittadini fornendo uno strumento attivo per raccogliere le firme. Grazie a queste numerose attività, l’intero continente si è unito in un’unica voce chiedendo la fine dell’uso delle gabbie.

La data di oggi segna un traguardo storico di importanza globale per gli animali. Sono oltre 300 milioni gli animali allevati in gabbia in Europa: suini, galline, conigli, oche, quaglie e vitelli. Le gabbie sono un metodo crudele, anacronistico e non necessario: gli animali infatti sono spesso costretti a vivere in condizioni di sovraffollamento critico o in isolamento e non possono muoversi liberamente.

«Le gabbie sono oramai strumenti anacronistici e inaccettabili, alla luce delle ricerche scientifiche sulle caratteristiche etologiche delle specie domestiche allevate, che dimostrano che sistemi di allevamento basati su condizioni di eccessiva contenzione frustrano le più basilari esigenze etologiche di questi animali. Galline, maiali, conigli, vitelli in gabbia sono continuamente sottoposti a livelli insopportabili di stress, con evidenti deviazioni comportamentali. Una vita in gabbia non è una vita degna di essere vissuta e non possiamo tollerare che questi strumenti di tortura continuino a rappresentare l’unico orizzonte di vita di milioni di animali ogni anno», dichiara l’avv. Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law.

«L’utilizzo delle gabbie non corrisponde alle aspettative attuali della società, che da tempo sollecita un trattamento più corretto degli animali allevati», continua l’avv. Ricciuti, che così conclude: «Cittadini e consumatori oramai sono consapevoli che l’allevamento intensivo non è pienamente rispettoso del benessere degli animali in quanto esseri senzienti».

Queste le 20 organizzazioni italiane (associazioni ambientaliste, dei consumatori e di protezione  degli animali) che hanno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo, raccogliendo nel nostro paese quasi 95.000 firme: Animal Law, Animal aid, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Lega Nazionale Difesa del Cane, Legambiente, Amici della Terra, Il Fatto Alimentare, Terra Nuova, Slow Food, Confconsumatori, Lega per l’abolizione della caccia, Jane Goodall Institute, Terra! Onlus, Animalisti Italiani, ENPA, LAV, Partito animalista, LEIDAA, OIPA, LUMEN.

Adesso cosa accade?

L’iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è un’iniziativa ufficiale dell’Unione europea che ha lo scopo di influenzare le istituzioni legislative europee. Da oggi parte la verifica delle firme, che verranno consegnate alla Commissione Europea. Da quel momento, partirà una serie di passaggi formali, che porterà la Commissione ad esaminare a fondo l’iniziativa, dando una risposta. Entro 3 mesi dalla consegna delle firme:

  • I rappresentanti della Commissione incontreranno gli organizzatori, affinché spieghino l’iniziativa in dettaglio;
  • La Commissione adotterà una risposta spiegando quale azione, nel caso, sarà proposta in risposta all’iniziativa dei cittadini, e i motivi che la determineranno;
  • L’iniziativa avrà un’audizione in plenaria al Parlamento europeo, seguita da un possibile voto.

Lo straordinario risultato raggiunto impone alla Commissione europea appena entrata in carica di rispondere alle richieste dei cittadini. L’esecutivo europeo non potrà ignorare che la protezione degli animali allevati a scopo alimentare è diventato un tema di primaria importanza nel dibattito pubblico.

Auspichiamo che l’iter avviato dall’iniziativa End the Cage Age porti a progressi legislativi nel prossimo futuro. Ovviamente seguiremo da vicino tutte le fasi successive, confidando di poter contribuire al raggiungimento del traguardo invocato da un milione e mezzo di cittadini europei.