Quella che sembrava una partita impossibile solo a pensarla è giunta ormai all’inizio del secondo tempo. Tutto sommato la squadra ha tenuto bene la prima frazione di gioco. Quando mancano sette mesi al fischio finale, lo score è di tutto rispetto: seicentomila firme su un totale richiesto di un milione. Venti organizzazioni italiane coinvolte su un totale di 145 in tutta Europa. Quella Europa alla quale, pur dimenticandolo, già apparteniamo e sulla quale giocheremo tutti quanti una partita ancora più impegnativa fra pochi mesi.

E nella speranza, speriamo non vana, di ritrovare un Europa rafforzata nelle proprie istituzioni, auguriamoci anche che essa possa dare il via ad una rivoluzione culturale che decreti il tramonto di sistemi di allevamento anacronistici e lesivi delle più elementari esigenze vitali (non solo di benessere) di milioni di animali.

La campagna

Mediante ricorso ad un particolare strumento di partecipazione democratica — che ci auguriamo trovi elementi di rafforzamento — i cittadini europei si sono impegnati a invitare la Commissione europea a compiere questa rivoluzione. Soddisfatti alcuni presupposti numerici (il milione di firme) la Commissione sarà tenuta a comunicare le azioni che intende intraprendere in merito all’oggetto della proposta (eliminazione della gabbie), senza essere peraltro vincolata a proporre l’effettiva adozione di un atto legislativo.

La giornata di oggi

Oggi all’interno della sede di uno dei due rami del Parlamento — quale location potrebbe essere più efficace? — vi è stata la gradita, formale e celebrata adesione dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali (che fa capo all’onorevole Michela Brambilla, la quale ha fatto gli onori di casa) alla coalizione che ha come capofila CIWF (Compassion in World farming). Di questa erano presenti il Direttore per l’Italia, Annamaria Pisapia, nonché il direttore generale Philip Lymbery, il quale con parole sideralmente lontane da ogni stucchevole politichese ha raggiunto il cuore dei presenti sol parlando della sua personale esperienza con una gallina, alla quale lui e la moglie hanno regalato quella vita che, prima di allora, non aveva mai conosciuto.

Si sono poi succeduti per alcune brevi dichiarazioni alcuni rappresentanti delle associazioni presenti, rinnovando all’unisono la speranza di ciascuno per la realizzazione di questo non oltremodo rinviabile traguardo.

Come ha acutamente fatto osservare Carla Rocchi, Presidente Enpa, riferendosi in particolare alla piena affermazione del veganesimo e/o vegetarianesimo, anche se trattasi di una prospettiva auspicabile, questo non ci esime dal migliorare da subito condizioni non più accettabili quali quelle degli allevamenti intensivi.

Avv. Filippo Portoghese